Se c’è un popolo che invoglia a comunicare, è il popolo spagnolo. Sui marciapiedi lastricati di Barcellona o Madrid, gli incontri si susseguono a ritmo incessante. Penisola baciata dalla fortuna, la cui ricchissima storia è anche frutto di mescolanze etniche, la Spagna non è più il parente povero della comunità europea. Forse è addirittura il suo motore meglio lubrificato.
Qui le città si vivono a cielo aperto, passeggiando incessantemente lungo le strade: nelle piazze di Valencia dove si possono osservare le tracce di civiltà passate; nei giardini andalusi che parlano ancora di un Islam radicato senza sforzo, ma anche sulle spiagge della Catalogna dove ci si può abbronzare al sole. Non appena scende la notte, le strade si animano e ad ogni angolo si trova un pretesto per festeggiare.
Dal Carnevale alla Settimana Santa, dalle «ferias» ai festival di flamenco, il calendario delle feste si riempie in fretta in Spagna. Seguirle tutte è praticamente impossibile, anche perché alcune di esse sono accompagnate da abbondantissimi pasti, dove le tapas sono solo «la punta dell’iceberg». Per riposarsi dai banchetti, la Spagna offre anche tutta una serie di passatempi più tranquilli grazie ad una rete di musei molto ricchi e ben organizzati.
Oltre ai maestri della cultura spagnola come Dalí e Picasso, anche il calcio occupa un posto importante nel cuore degli spagnoli. Dovunque si sente parlare del Real Madrid. Prima di partire, occhio al numero di maglietta...!
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