Il 10% del PIL svizzero poggia sul suo plurilinguismo

Li si credeva riservati agli studenti, eppure i soggiorni linguistici sono efficaci anche per i
dirigenti e i professionisti di un paese in cui la padronanza delle lingue è un pilastro
economico.

 
Ogni PMI perde in media 325’000€ all’anno perché i suoi impiegati non padroneggiano sufficientemente le lingue straniere, ha rilevato uno studio europeo nel 2005.(1) In realtà, l’evoluzione delle tecnologie di comunicazione ha sicuramente facilitato gli scambi ma non ha risolto il problema delle lingue.
 
Terza nella classifica europea dei paesi poliglotti, la Svizzera si posiziona tra i “primi della classe”,
eppure più dell’80% delle sue imprese giudica insoddisfacenti (2) i metodi d’insegnamento delle lingue. Preoccupante, sapendo che quasi il 10% del PIL del paese poggia sul suo plurilinguismo.(3)
 
Per imparare o perfezionare una lingua straniera, la via maestra resta un soggiorno in immersione
totale. Tuttavia i bisogni dei professionisti, dei quadri e dei dirigenti si differenziano da quelli degli
studenti, ecco perché devono venir proposte delle soluzioni su misura.
 
Per questo motivo il leader svizzero dei soggiorni linguistici offre una gamma di programmi mirati,
condensati e intensivi, destinati in particolar modo a coloro che desiderano fare un massimo di
progressi in un minimo di tempo. Corsi business in sette lingue. Inglese per ambiti professionali
specifici (finanza, risorse umane, diritto, pubblica amministrazione, ecc.) e corsi privati su misura.
 
 
 
1 Studio ELAN, CILT, 2005 (http://ec.europa.eu/education/languages/pdf/doc423_fr.pdf)
2  Secondo uno studio della HES Nord-Ovest del 2007
3 Progetto LEAP, PNR 56 (http://www.nfp56.ch/f.cfm)

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Danilo Tossut
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